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Lupo ucciso da colpo di arma da fuoco. I Carabinieri Forestali hanno individuato il bracconiere

5 Dicembre 2021
STAFF LWA EU

Ci sono voluti mesi d’indagini dei Carabinieri Forestali, e l’ausilio delle analisi balistiche del RIS di Parma, per risalire al bracconiere responsabile dell’uccisione, durante lo scorso inverno, di un giovane lupo in provincia di Cuneo. In particolare l’attività è stata condotta dalla Stazione Carabinieri Forestale di Mondovì congiuntamente al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Cuneo.

L’imputato, un cacciatore residente a Peveragno (CN), è stato rinviato a giudizio per il delitto di uccisione di animale (art. 544 bis C.P.), per il quale rischia la reclusione da quattro mesi a due anni. E’ stato inoltre chiamato in giudizio per ulteriori reati in materia di detenzione armi e abbattimento di specie particolarmente protetta (artt. 2 e 30 L. 157/’92).

L’episodio in questione risale allo scorso gennaio, quando la carcassa del lupo è stata ritrovata nelle vicinanze della strada provinciale che collega Peveragno a Chiusa Pesio. Sul momento la causa del decesso apparve collegata ad un investimento stradale, ma per migliori accertamenti la carcassa venne inviata all’Istituto Zooprofilattico di Torino che, in collaborazione con la facoltà universitaria di Medicina Veterinaria, effettuò la necroscopia. Ne risultò che l’animale era sì effettivamente morto per una emorragia interna, ma dovuta ad un colpo di arma da fuoco. L’animale era riuscito ad allontanarsi di qualche centinaio di metri dal luogo in cui era stato sparato per accasciarsi poi definitivamente sul ciglio della strada provinciale.

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Sequestrati i resti della munizione rinvenuti durante la necroscopia, i Carabinieri Forestali hanno avviato immediatamente le indagini fino a restringere i sospetti su soggetti abitanti nella zona. Nei mesi successivi hanno effettuato una serie di perquisizioni ed accertamenti nei confronti di alcuni cacciatori della zona.

Attraverso questi controlli, sono emerse situazioni di marcata illegalità in materia di porto e detenzione di armi per uso caccia che hanno portato al sequestro penale di oltre 1500 munizioni e 15 armi (tra carabine, doppiette e fucili); i Carabinieri Forestali hanno inoltre proceduto al ritiro cautelare di ulteriori 10 armi e munizioni, nonché del porto d’armi delle persone coinvolte. Sono inoltre stati trovati due cartelli magnetici per auto di vigilanza venatoria in azienda faunistica, illegalmente posseduti.

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Alcune delle armi e munizioni sequestrate nel corso delle indagini

L’arma sospetta è stata inviata al RIS di Parma per il raffronto balistico, in cui è emerso che si trattava proprio di quella che aveva esploso il colpo responsabile della morte del lupo.

È la prima volta, almeno in Piemonte, che un’analisi di questo tipo viene con successo applicata nell’ambito del contrasto al bracconaggio.