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Di fototrappole e lupi nel Biellese

5 Marzo 2021
Aree Protette Alpi Marittime

Hanno fatto discutere alcuni scatti che provengono da una fototrappola posizionata da un appassionato di fototrappolaggio su una carcassa di pecora nelle vicinanze di Cascina Masseo, nella frazione Rena di Camburzano, in provincia di Biella (al confine con la provincia di Torino). Nelle fotografie compaiono due esemplari di lupo che consumano i resti dell’ovino. Dopo aver constatato il danno, gli allevatori hanno contattato i veterinari ASL, i quali, intervenuti per verificare l’accaduto, hanno escluso si trattasse di una predazione da lupo, contrariamente a quanto ipotizzato dagli allevatori. Da qui la decisione di piazzare una fototrappola sulla carcassa, per cercare evidenze che avvalorassero i loro sospetti. 

Il consumo della carcassa di pecora non dimostra di per sé che siano stati i lupi ad abbattere la pecora, ma senz’altro il fototrappolaggio ha confermato la presenza di lupi nella zona: sono animali stanziali o si tratta di esemplari in dispersione, e quindi solo di passaggio? Quanti sono i lupi nel Biellese? Le risposte a queste domande arriveranno al termine del monitoraggio della specie, la cui fase di campionamento sul campo è iniziata lo scorso ottobre e si concluderà con il mese di aprile. Il monitoraggio sul territorio è svolto da guardiacaccia, agenti di polizia provinciale, carabinieri forestali e volontari formati: i dati raccolti fino ad ora fanno ipotizzare senz’altro un’espansione della presenza stabile della specie sul territorio della Provincia. Per quantificazioni più precise e puntuali occorrerà attendere i risultati delle analisi genetiche effettuate sui campioni raccolti, che saranno pubblicati non appena disponibili. Ricordiamo che le segnalazioni documentate (con foto o video) sono molto utili e invitiamo tutti a condividerle contattando i carabinieri forestali, la polizia provinciale, i guardiaparco o attraverso il sito di progetto (www.lifewolfalps.eu).

In ogni caso, la presenza del lupo nel territorio biellese è stata documentata già nel 2017, con l’individuazione del primo branco al confine con la Valsesia (vedere il Report sullo status del lupo in Regione Piemonte, i cui dati sono ormai vecchi e non corrispondono alla situazione reale, pp. 130-143). La specie era ed è in espansione naturale a livello di numeri e a livello di areale su tutto il territorio regionale, quindi quello che possiamo aspettarci è sicuramente un aumento del numero dei branchi, con l’occupazione di nuove zone, dove prima la specie era assente.

L’espansione del lupo, per quanto sia un fenomeno totalmente naturale (nessuna reintroduzione è mai stata effettuata in Europa!), quando si verifica, evoca spesso scenari fantascientifici dove fantomatici lupi “microchippati” vengono rilasciati nell’ambiente. In Italia è molto diffusa la credenza sbagliata che i microchip servano a localizzare gli animali: chiunque abbia un cane sa invece molto bene che i microchip sono dispositivi passivi che hanno la funzione di emettere informazioni solo se un apposito dispositivo passato distanza ravvicinata trasmette loro energia.