Il bracconaggio è la principale causa di mortalità del lupo in Italia e si stima che circa il 10-20% dei lupi muoiano per cause illegali. Anche sulle Alpi è stato dimostrato che il bracconaggio sul lupo è presente, ma è davvero difficile capire quanti sono gli animali che ogni anno vengono uccisi: infatti solo una minima parte delle carcasse viene ritrovata, in modo del tutto fortuito.  Per questo possiamo dire che il bracconaggio esiste, è documentato, ma sicuramente sottostimato. Per ogni carcassa trovata, le vittime sono molte di più, lupi e altri animali selvatici.
L’utilizzo di bocconi avvelenati rappresenta una parte del fenomeno bracconaggio, la più subdola e insidiosa: ogni singolo episodio di avvelenamento comporta  danni seri all’intero ecosistema. Infatti il veleno non uccide soltanto di una morte atroce gli animali che si nutrono direttamente dei bocconi, ma anche una quantità incalcolabile di altri animali che, a loro volta, consumano la carcassa avvelenata.
Il progetto LIFE WOLFALPS ha realizzato la prima indagine sul bracconaggio e sull’avvelenamento di lupi e altri animali selvatici a livello alpino, raccogliendo e integrando le informazioni dei differenti enti che, si occupano di registrare i dati e condurre le indagini. Per quanto i dati raccolti siano molti, il quadro che ne risulta fotografa soltanto la punta di un iceberg, la stima minima di un fenomeno la cui proporzione e gravità sono davvero enormi.
 
Il risultato di questo lavoro è il report A6, interamente scaricabile, che offre un  punto di partenza per capire in quali zone si concentrano bracconaggio e avvelenamento e, rispetto all’uso dei bocconi avvelenati quali sono i mezzi e le sostanze tossiche più utilizzati.  Sulla base del report, nei prossimi mesi saranno messe in atto misure di contrasto mirate e calibrate nell’ambito dell’azione C1 “Controllo degli atti di bracconaggio e delle azioni anti-veleno nelle Core area alpine e altrove”, anche grazie al supporto delle squadre cinofile antiveleno LIFE WOLFALPS.
Ma il report non è uno strumento utile soltanto agli addetti ai lavori: è una risorsa anche per il pubblico, per tutti i cittadini che vogliono farsi un’idea di un fenomeno, il bracconaggio, troppo spesso sottostimato e tacitamente tollerato. I danni ambientali dovuti al bracconaggio sono enormi e ci riguardano tutti: impoveriscono la biodiversità e, in alcuni casi, possono mettere a repentaglio anche la salute delle persone. Infatti non bisogna dimenticare che il veleno non sceglie le sue vittime e che l’uso di bocconi avvelenati si è già rivelato in molti casi una pratica pericolosa per gli animali domestici e per le persone.